Il can barbone:

Io sono il vero altruista: domando l'elemosina per mantenere un tale che non è neanche un cane.

***

(Ma ecco il Damo già torna, ed è vestito con un abito che s'accompagna gradevolmente anzi rassomiglia quasi all'abito di lei. Un simil fiore di gardenia immacolata biancheggia perfettamente nell'occhiello della giacca d'entrambi, ma ella porta guanti che son colore del vin del Reno, egli che son grigi come le perle grigie, con tre sottili frecce nere.

Gli archi elettrici per breve attimo spenti dan mezzo allo scenario di raffigurare la lor passeggiata.

Ecco, e per istrada incontrano anzitutto gran folla di commessi viaggiatori che vanno a proporre o tornano dall'aver profferite le lor merci svariatissime, delle quali camminan sovraccarichi a simiglianza di muli. Poi qui con gente lieta e là con gente cupa s'incontrano, della quale a vicenda osservando le sembianze tentano per darsi qualche svago di sorprendere i pensieri.)

Entra il Coro dei Commessi Viaggiatori.

(Nell'Orchestra in sordina, romore di sonagli lungo e monotono.)

Oh, che dolore

fare il commesso