Cilicio... preghiera... pietà.
***
(Ma d'improvviso, mentre nel giardino delle ortensie, di così variate amenità si conversa, un leggero velario di nuvole scende su la bocca d'opera ed al proscenio rimangono soli presso la nicchia del Suggeritore il Compar Damo, Cavaliere della Films, e la Comare, bellissima etèra Meridiana. Costei dice:
«Fra un attimo il giardino sarà distrutto e su gli sterri delle vaghe ortensie vedrete correre il marciapiede, il marciapiede formicolante frettoloso e tardo, pieno di forza e d'indecisione, che serpeggia come un cavo d'acciaio nel cuore delle capitali camminanti. Sarà verso quell'ora della sera, quando le vetrine lanciano a gara su l'ombra della folla su gli asfalti neri la loro luce violenta e livida, mentre infuria sotto il telaio dei fili elettrici l'ira dei campanelli fra lo stridore delle cigolanti rotaie, l'ansia delle cornette rauche, lo schiocco e il sibilo delle fruste, il rumore ondoso delle moltitudini, lo strillo monotono de' giornalai. E vedrete passare in questa fantasmagoria di vita crepuscolare, le povere mercantesse di voluttà che per la strada vendono l'amore. Il marciapiede formidabile come un torrente in piena le ha prese nella sua corsa torbida, e finchè non vacillino tramortite, finchè non cadano morte, il marciapiede non le lascerà.
Dietro queste donne imbellettate, o troppo giovini o troppo vecchie, derise ma forti, percosse ma brutali, che al volgere di quest'ora fosca intraprendono la giornata, vedrete alcune maschere del marciapiede camminar d'un passo frettoloso per inseguirle, o timidamente rispondere alle lor occhiate procaci.
Ecco, e la Nuvola s'alza.»)
Entra il Coro delle Belle Ragazze Notturne:
(Nell'Orchestra in sordina il rumore della strada, cupo e forte.)
Fernanda Smeralda e Mimì
sono fioraie della via,