Bere con lui verso il mattino, dietro l'invetriata fumosa d'una bottiglieria notturna, — quando già le strade cominciano a popolarsi d'ombre veloci, e quando fra poco avremo sonno, — bere con lui che bestemmia una tazza di caffè bruciante, un bicchierino di mistrà forte, questa è la gioia che possediamo noi, malvagie creature senz'amici nel mondo.
Portiamo, quando son arrivate fino alle nostre piccole sarte, le mode faticose delle signore parigine, che non lasciano camminare come Dio volle o che nelle notti d'inverno ci fanno rabbrividire dal freddo. Se un piccolissimo cane bizzarro diventi nostro e qualcuno gli faccia male, siamo pronte a batterci ferocemente per lui. Dove c'è da rubare si ruba, o talvolta, se un uomo vuole, si ammazza. Siamo già così piene d'infamia nella stima degli altri, che fra il delitto e noi c'è ben poca distanza.
Il giorno più triste dell'anno è la sera di Natale; a messa, quando l'organo canta, si piange di malinconia.
Noi siamo fuori dalla legge, il nostro diritto non esiste: mentre di tutte le colpe la società studia un perdono, a noi, se anche siam timide, nessuno parla mai di perdono.
Del resto non lo vogliamo! è un torto credere che si diventi a poco a poco la Bella Ragazza Notturna, è un torto pensare che siamo colpevoli: si nasce così...
E son fioraie della via
Fernanda Smeralda e Mimì.
Il Negro che ha il diavolo nei piedi:
I poveri negri sono la gente migliore del mondo: sanno fare tutte le musiche più difficili con la suola delle scarpe, sanno dare coi pugni certi «swings» così terribili che nessun bianco può sopportare; ma i negri sono buoni e picchiano soltanto quando son ubbriachi.
Noi vogliamo bene ai bianchi, non troppo in verità, ma quel tanto che possiamo, perchè hanno molti buoni dollari e molte belle donne tutte bianche; loro invece vogliono farci andar via dalla terra dicendo che beviamo troppo gin.