8.º Essere fortissimi al bridge.
9.º Compatire con molta finezza l'America, pur chiamandola grande paese. Le americane han voglia dell'Europa come d'uno scandalo che le diverta. Inoltre ci temono, sebbene con ironia, mentre non hanno de' lor uomini rispetto alcuno. Questi uomini sono anche robusti, ma «non sanno guardarle». È lo sguardo nostro che temono,
10.º Avere, se possibile, un castello, anche spossato d'ipoteche o singhiozzante di screpolature.
11.º Divertirle. Scandalizzarle. Essere o troppo allegri o troppo tristi. L'eccesso impensierisce tutte le creature primitive. L'americana è una creatura primitiva.
12.º Cercare i loro sensi dietro la loro apparente insensibilità. Quando si sono trovati, essere virili ma non bruschi, voluttuosi ma non irritanti. La poesia della loro gioventù ascolta volentieri la poesia della nostra vecchiezza. Son donne, ossia femmine, come le nostre, ma non sempre non dappertutto non per l'intera giornata. Talora lo sono troppo a lungo di notte, poi la loro femminilità subisce una pausa, o pare che s'interrompa.
13.º Rimanete oscuri e cauti per non darle il tempo che vi disprezzi, almeno fin dopo il matrimonio. Poichè, vi ho detto, l'americana è una creatura primitiva; la sua morale è tagliata bizzarramente a colpi di scure: mentr'è curiosa di tutto quello che non sa, in morale disprezza le anime che non capisce.
14.º Sono per noi ad un tempo le sorelle più timide, le amanti più fresche, le mogli più «nuove».
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(Il Compare, Cavaliere della Films, chiama la Nuvola.
«O Nuvola che tutto nascondi, fuorchè la mia persona da poco e la persona paradisiaca della Dama che servo, ancora una volta discendi e rannuvola i grandi specchi a molte luci che guardano sul giardino artificiale!