Ora sorrideva d'un sorriso distante; v'era nelle sue disperate parole una tranquillità già divisa dal mondo.

— Vedi: gettarmi da una finestra sarebbe odioso, ed il mio corpo è così affranto che forse mi mancherebbe il coraggio di farlo, sebbene vi abbia già pensato. Armi non ne ho; quand'anche potessi procurarmene, questa morte rumorosa e drammatica sciuperebbe, come l'altra, il mio disegno. Invece voglio andarmene come se la morte fosse venuta a prendermi qualche giorno prima... Ricòrdati quel che ti ho detto: è un dono che ti domando, e tu solo me lo puoi fare. Me lo devi anzi fare, perchè sono allo stremo e non posso più sopportare nemmeno un giorno di questa tortura. L'amo! l'amo come te, disperatamente, con tutto il furore che può essere nell'agonia d'un uomo... e la carne si ribella al pensiero che sia tua!

Vedi, Andrea, ti parlo come si parla solamente con noi stessi. Il nostro patto è assai più forte che le meschine convenzioni degli uomini: vi sono casi nei quali è più santo dare la morte che salvare una vita. Tu, che senza volerlo m'hai preso tutto, mi devi pure un dono: dammi un veleno!

Ora l'avversario l'aveva ascoltato senza guardarlo, con gli occhi fissi ad un punto magnetico nell'alta ombra, che vedeva egli solo. E quando tacque, seguitò [pg!114] ad ascoltarlo, senza che una linea del suo viso trasalisse, fermo dalla fronte al piede in una sinistra immobilità.

Poi gli si avvicinò lentamente, fissandolo con i suoi diritti occhi, tersi e freddi come l'acciaio, pieni di vampe nere. Disse:

— La tua domanda è di quelle che raramente un uomo sereno ha il coraggio di fare. Ma essa non mi atterrisce. Interroga bene il tuo spirito prima di rispondermi: Sei ben certo di volere quello che vuoi?

Egli si pose una mano sul petto, aperta, con l'atto sacramentale di chi giura sul libro dell'Evangelo.

E rispose:

— Io ti chiedo che tu mi dia da morire con la stessa serenità con la quale un giovine impetuoso domanda la battaglia, sicuro di andarvi bene, con la fronte alta, ridendo. E lo domando a te, perchè tu solo, fra gli uomini che conosco, sei capace di farmi un simile dono, appunto senza tremare.

— Lo credi?