— Puoi, puoi... se ancora ti senti capace di farmi un dono.
— Lei?... — balbettò l'avversario, esprimendo in quel solo monosillabo tutto il terrore che gli pervase l'anima.
— Non lei... un altro dono più bello!... Dammi la tua mano.
Subitamente, con uno scatto, Andrea tese il palmo al suo fratello d'una volta, all'uomo che gli era stato sacro e del quale «conosceva la morte». Tremava, tremavano entrambi, ed entrambi ne impallidirono, quasi avessero compiuto un rito infrangibile con quella stretta di mano che per l'ultima volta li affratellava.
— Ed ora ascòltami, — disse Giorgio. — Il bene maggiore non è la vita, è la pace. Guàrdami negli occhi: vedrai nel fondo l'anima che non mente. Io ti ho perdonato, a te ed a lei; ho messo all'àpice de' miei sogni la vostra felicità, ho soppresso il mio bene per il vostro bene. Poichè vi amate, e poichè la colpa è stata più forte che la vostra onestà, siate felici, voi almeno, che avete nel mondo una felicità possibile. La vita che diviene per sempre inutile a sè stessa deve continuare in un'altra. Ma se l'anima è capace di queste cose grandi, c'è la carne che non vuole, c'è la carne invida, che soffre, che si dispera... Ora ti dico: Andrea, fratello mio, liberami dalla carne trista... dammi un veleno!
— Un veleno?... — mormorò esterrefatto l'avversario.
— Sì, perchè il bene maggiore non è la vita, è la pace. Io ti domando la pace, e, se mi farai questo dono, avrai sciolto verso di me virilmente quel patto che l'amicizia mi deve. Non voglio sconvolgere con una tragedia volgare la tranquillità di questa casa, ma voglio tuttavia morire; sapere che sarete felici... non vedervi più!
[pg!113] Parlava ormai senza che l'altro l'ascoltasse, con una voce opaca e squallida che aveva il colore d'una giornata d'inverno; parlava da una specie di lontananza, da una specie di solitudine, trascinando con monotonia le sillabe, come il vento fa nei prati quando ammulina la neve.
— Un veleno?... — disse ancora l'avversario, indugiando nel magnetico stupore di cui lo percosse quella parola.
— Sì, Andrea... e non impallidirne a quel modo! Io ti parlo d'una cosa semplice; la scomparsa d'un uomo è la più semplice di tutte le cose.