— Ma s'accomodi, signorina! — egli esclamò giovialmente.
La Berta comparve con un vassoio carico d'ogni ben di Dio, tutto sovra un sol piatto insieme: carne, ossa di pollo, frantumi di formaggio, pere, patate fredde. A lato, un tozzo di pane, mezza bottiglia di vin nero, posate, saliera e tovagliolo. Per la contentezza Tancredo non seppe trattenersi dal farle una carezza su la guancia; ella si mise a ridere col suo riso di scioccona, e rimase in piedi vicino alla tavola, mentr'egli cominciava il suo festino.
— Sièditi e fammi compagnia.
— Vuole?
— Sì, sì.
Ella sedette presso il lavabo, sopra una seggiola di paglia.
— Che buonissima roba, mia bella ragazza! Sei tu che fai in cucina?
— Proprio io, per servirla.
— Allora tu fai tutto in questa casa?
— Eh, no! Mi aiutano. C'è un'altra donna che lava i piatti, una che scopa, e due uomini che vengono [pg!188] la mattina per i mestieri grossi. Da sola non potrei, le pare?