«Sì, Giorgio: io che ti conobbi meglio di chicchessia, mi rammento che pronunziavi queste parole poche ore prima di addormentarti. Ed ora che non àbiti più nella spoglia coricata, il tuo fratello non ti deve che uno sguardo chiaro, una stretta di mano, da compagno a compagno, l'ultima, con semplicità.»

La sua voce solenne, il suo virile aspetto pieno di una tranquilla magnificenza, parvero in quel momento ravvolgere l'uomo ed il sepolcro nella significazione [pg!201] d'un rito. Un rito laico, ma profondamente umano, che il simbolo del vivo compisse verso l'ombra dell'estinto, e che fosse maggiore, più alto, più leale, di tutte le parodie con cui le religioni accompagnano i morti a sepoltura.

Egli era scientificamente un ateo, sapeva i destini della polvere, aveva escluso Dio. Molti, nell'ascoltarlo, si rammentavan le più note pagine de' suoi libri, ed anche se lontani da lui, anche se inadatti a comprenderlo, sentivano raggiare da' suoi occhi una potenza soggiogante, sentivano quasi un'invidia della sua temeraria e mai genuflessa libertà.

Era un evangelista laico, un profeta che non vendeva dal pergamo le formule dell'Assoluto, ma sui frantumi di tutti i Pantheon, delle necropoli e delle chiese, innalzava la deità dell'uomo, dell'uomo autocrate nel mondo, sterminatamente orgoglioso del suo nulla più grande che Dio.

Era un profeta, non perchè avesse donato ancora una volta la inconoscibile verità, ma perchè predicava la scienza come la sola religione degna del tempo futuro, come quella che, svincolato il pensiero da ogni teosofia, da ogni metafisica imbastita su ipotesi arbitrarie o su telai di parole ingannevoli, guiderebbe ogni spirito ai limiti della conoscenza ed al sereno amore della vita.

III

«La vedrò finalmente questa vedova!» pensava Tancredo, camminando in un salotto attiguo alla sala da pranzo, mentre, per la porta socchiusa, intravvedeva la Berta posare su la credenza un bel piatto fumoso.

Egli tornava dall'aver accompagnato alla stazione il suo compare Saverio Metello, col quale aveva per [pg!202] l'appunto scambiate quelle quattro chiacchiere che si erano promesse.

In quel momento entrò la signorina Dora, che, toltasi il cappello ed il velo di crespo, ancor più frivola di giorno e più leggiadra gli parve che di sera.

— Lei ha fame probabilmente, signor Salvi, — disse con la sua voce fresca e maliziosa.