Maria Dora gli riempì la tazza, ed egli si prese con ingordigia un grosso pezzo di focaccia.
— Maria Dora, — disse Giorgio, mentr'ella se ne andava dall'uno all'altro mescendo il caffè, — v'ho intesa cantare tutta la mattinata: avete una bella voce.
— Sicuro, e farò la cantante! Perchè io, — disse con intenzione, guardando Andrea, — non son nata per il matrimonio... Affatto! Ecco il vostro caffè, signor Andrea. E farò la cantante, con dietro uno strascico di seta lungo due metri...
Così dicendo ne faceva il gesto.
— Bada che versi il caffè! — l'interruppe sua madre.
— ... e una bella parrucca di color stoppa, le labbra dipinte, la faccia imbellettata, una scollatura fin qui... E voi, signor Andrea, mi manderete un bel cesto di fiori per la mia serata d'onore... Già, ma frattanto la mattina russate così forte che vi si ode fin nel corridoio.
— Vorrei sapere dove hai imparato a discorrere in questa maniera sconveniente! — esclamò padre Stefano.
— In convento, papà... dalle piccole suore! Si parlava così da mattino a sera, poi si pregava... quanto si pregava dalle piccole suore!
— Che impertinente!
— Volete un po' di crema, signor Andrea? È fresca.