Gli parve che il sole fosse una polvere in fiamme, una rossa nuvola piena d'avvolgimento...

«Cosa devo ancor fare?... Ah, sì!...»

E rapido si volse; infilò il lunghissimo corridoio che traversava tutta la profondità dell'edificio, rotto nel mezzo da un padiglione vetrato, che imbiancava le stuoie d'una rotonda chiarità; lo percorse velocemente, facendo co' suoi passi un rumor forte sul linoleo brillante; sentiva il bisogno di parlare, di agire, di ridere.

La Direttrice gli veniva incontro.

— Sì, éccomi, signora Maggià! Li faccia entrare.

— Senta, senta, — chiacchierava la Direttrice correndogli appresso; — il professor Damiato e i due chirurghi primari son venuti varie volte per salutarla. Vuole che li chiami?

— Sì, li chiami, grazie.

Ed entrato nello studiolo, accese una sigaretta, respirandone il fumo con ingorda voluttà.

[pg!233] L'olea frascheggiava piano piano, con uno sciacquare di foglie rumorose, facendo piovere le sue minute fioriture candide, sperdendo in larghe ondate il suo voluttuoso buon odore; nel giardino si udiva un passo lento e pesante camminar su la ghiaia; dalla città lontana saliva un rumor confuso, interrotto spesso dal fischio d'una locomotiva, dagli urli vorticosi, lamentosi, che nell'alto sole del mezzodì, con furia lanciavano le sirene.

VII