Le lampadine elettriche bruciavano dal soffitto basso in un cerchio di luce immobile, mettendo a nudo il groviglio del lor filo incandescente, il quale pareva complicarsi.
«Che idea di voler vedere questo morto? A che serve? No, me ne vado.»
E non poteva muoversi di lì; sentiva il bisogno, la tentazione, di guardare quella faccia; tuttavia non sapeva risolversi a mettere la mano su quel lenzuolo.
Gli tornò in mente il carro funebre che attendeva nella corte, il cocchiere senza cappello che parlava con il cuoco.
«Ho capito: è già pronto per esser chiuso nella cassa; meglio non toccarlo. Me ne vado.»
Ma nel medesimo tempo, come se le sue mani ubbidissero ad un'altra volontà che la sua propria, sollevò il rovescio del lenzuolo che gli doppiava sul volto e ne aperse i due lembi, scoprendolo fino a metà del petto.
Era una faccia senile, glabra, gonfia, cinerea, che pareva sprofondata nelle sue mascelle, rientrata nel collo quadrato, per insaccarsi entro la convessità delle spalle. Il petto era sezionato da una lunga ferita verticale, nera su gli orli di grumi sanguigni ed imbottita di bambagia.
[pg!232] Egli guardava senza ben comprendere, anzi gli pareva di dover cominciare, davanti ad una classe di allievi invisibili, un corso di anatomìa... Poi gli parve di trovarsi, come s'era già trovato un'altra volta, nella necessità di sollevare quel corpo rigido su le sue braccia restìe, per riportarlo a giacere in un letto, ma scivolando, senza far rumore... Gli parve a poco a poco di riacquistare un suo stato d'animo anteriore, di retrocedere in una forma di sè stesso già lontana, già dispersa, e che le lampadine si spegnessero d'un colpo, — le quattro lampadine appese alla volta sotto il riflettore di metallo bianco — e la glabra faccia senile divenisse quella d'un altr'uomo, la faccia serena che lo guardava dalla morte, senza rancore...
Rapidamente la ricoverse con il lenzuolo, si battè insieme i due polsi per darsi vita, e risalì.
Volse un'occhiata nella corte: il cuoco se n'era andato; il cocchiere, appoggiato al muro in un angolo d'ombra, fumava tranquillamente; il vecchio cavallo nero dondolava la coda per scacciare le mosche.