Ora, dal cálice della notte, l'alba nasceva come un bianco profumo; nuda usciva dalle braccia d'un amante morto, nuda immergeva la sua bellezza in un [pg!374] colore d'aria e d'infinito. L'alba diceva come il Gran Nomade: — Ieri e domani. Era il momento in cui, dalle case degli uomini, si vedeva il Tempo camminare.
Allora, quasi volesse offrirlo ad un battesimo di luce, la madre sollevò il suo bimbo in quella trasparenza che gli somigliava, poi disse all'amante con un sorriso:
— Bácialo: è nostro!
Ed insieme, attenti, sorridenti, lo deposero nella cuna.
Ma d'un tratto, per l'alta casa, malvagiamente, come se scaturisse nel silenzio dalla sonora muraglia, scoppiò la Canzone Disperata sul violino singhiozzante dello scemo.
La Canzone diceva:
«Io sono il funerale d'un pover'uomo, che è morto di malinconìa;
«non c'è nessuno che dica un pater nè un requiem per l'anima mia.
«Non c'è nessuno che mi tessa una ghirlanda con le sue mani...
«Ahimè!... la campana del Tempo non dice che: — Ieri e domani.»
«Allor domando al mio scheletro: — Sai dirmi dove si va?
«Lo scheletro ride e risponde: — Lontano, lontano, chissà...
«Io sono un viandante senza lena, che torno da un regno di morti portando il mio scheletro su la schiena;
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«coi piedi mi batte i ginocchi, mi stringe il collo con le mani...
«Cammina!... — mi dice ridendo; — la vita comincia domani.
«Io sono il funerale d'un pover'uomo, che è morto di nevrastenìa;
«non c'è nessuno che mi pianga; neanche l'anima mia...
«Allor domando al mio scheletro: — Sai dirmi dove si va?
«Risponde: — Nel regno dei vivi, che ha nome l'Inutilità.
«Se corri, — mi dice, — si arriva stasera o domani mattina...
«Mi dice: — Tu amavi una morta... cammina, cammina, cammina!...
«Sei stato a una festa da ballo, — mi dice, — con lei che ballava.
«leggera, frusciante, leggera, — vestita, pareva, di biondo...
«Perchè — se non vuoi che ti picchi — mi hai fatto ballare nel mondo?
«Io sono il funerale d'un pover'uomo, che è morto di misantropìa...
«Sei stato in un letto odoroso — con lei che giaceva supina,
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«tremante, sperduta, tremante, — nel solco del letto profondo...
«Perchè, — se non vuoi che ti picchi — mi hai fatto tremare nel mondo?
«Io sono un viandante senza meta, che torno da un regno di morti — e vado a cercare altri morti, che sono i miei figli lontani...
«Cammina: la vita comincia
domani, domani, domani... »
Fine