In certi momenti non si poteva impedirgli di parlare, affinchè non desse in ismanie.

— Sì, padre. La sposo per aver fatto un sogno. Un [pg!61] sogno che faccio quasi ogni notte, in questa primavera. Mentre dormo, la porta si apre; lei entra; è veramente lei, quasi nuda, con i capelli arruffati, e ride. Ride; poi si dondola nella camicia da notte come una cosa molle... Mi dice: — Hai chiamato, Marcuccio? — Sono qui. — S'avvicina, mi tocca; io soffoco. Butto via la coltre, le dico: — Entra nel letto. — Non vuole, ma ride. Ride e si china... Sento che ha un odore forte, come una donna nuda. — Guarda, — mi dice: — sono bella? — Sì, Berta, sei bella. — Poi, se la voglio, fugge. E si dondola nella camicia da notte come una cosa molle...

Si mise a ridere sguaiatamente:

— Vedi? anche ora fugge.

— Marcuccio, — lo implorò il padre, — vieni con me; discorreremo noi due soli.

E cercò di trascinarlo via per un braccio. Ma egli resisteva, caparbio.

— Padre, tu forse non comprendi che sono innamorato.

Allora Maria Dora scoppiò a ridere, esclamando:

— Uh! uh... Marcuccio innamorato!

— Perchè ridi, sorellastra?