Allora Andrea lo afferrò per le spalle, in guisa da fissarlo ben negli occhi e disse:
— Ascolta, Marcuccio. Tu, quel giorno, hai veduto un sogno; ed i sogni non si devon mai ripetere ad alcuno, perchè il parlarne porta disgrazia, m'intendi? E guai, guai a chi li racconta, i sogni!...
Parlava imitando il suo linguaggio, per essere meglio inteso; lo scemo apriva la bocca attonitamente:
— Ah, sì?...
— Certo. E se tu narrerai queste cose bugiarde, io dirò a tutti che bisogna bruciare i tuoi libri, perchè sono falsi. Così non avrai alcuna gloria. Capisci, Marcuccio?... la gloria!...
Egli tremava, tremava, e balbettò:
— Sì, la gloria... Ma se non dico nulla?
— Di che?
— Dei sogni...
— Allora, Marcuccio, tu avrai... — Ma in quel mentre, udendo rumore, Andrea si volse: — Chi è?