— Credete?

— Lo credo.

L'uomo che si chiamava Aranda ammiccava con un sorriso un po' ebete verso la posta d'Yvonne, distribuendo le carte. Ella sorse in piedi, sporgendo il busto sul tavoliere, con le mani appoggiate sul panno verde, le braccia tese.

— Ancora nove... — disse lentamente quegli che aveva la mano, aprendo le carte.

— Alla buon'ora! E tre! — esclamò Yvonne con allegrezza.

— Non è possibile vincervi un colpo questa sera! — le disse il banchiere con una smorfia sorridente.

— E per questo me ne vado, — ella rispose, raccogliendo la vincita. — Bisogna fermarsi a tempo. — Ed a me:

— Venite.

Mi condusse in una piccola sala piena di ninnoli, di fiori, di cristallerie; si pose tutto il denaro in grembo ed esclamò lietamente:

— Vi ho pur detto che avremmo vinto! Lo sentivo. Ora facciamo i conti.