— No, no. Preferisco attendere il tuo ritorno. Sai che non lascio Elena.
— Eppure, — mi disse con accorgimento — avevo per te un magnifico progetto.
— Rifiuto in anticipo; grazie!...
— Tuttavia lasciami dire. A Nuova York ed a Washington frequento alcune fra le famiglie più ricche di laggiù e conosco tutta la nuova nobiltà del dollaro. Vi sono molte misses che amerebbero il tuo bel nome, non senza molto apprezzare la tua corporatura snella. Perchè non prenderesti moglie?
— Anche tu!... Per l'amor del cielo! Ti ho pur narrata la storia di Roma!
— E ti ho già detto anche il mio parere: sei stato uno sciocco. Insomma, ragazzo mio, tu non sai vivere. Sei un sentimentale, un romantico, nonostante le tue pose. Una moglie ricca è uno fra i tanti modi coi quali risolvere il problema della vita. Perchè si tratta di risolvere, non di lasciare sempre, come tu fai, le cose a mezza via. Ti prometto una moglie adorabile! Sai, quelle reni delle anglo-sassoni, che paiono sempre tese in uno spasimo di piacere; alta, snella, con l'andatura elastica, una stupenda matassa di capelli dorati, il colorito sano, e, con tutto questo, due o tre milioni di dollari, che tu ritorneresti a spendere gaiamente in mezzo ai nobiluomini romani. Cosa ne dici?
— Mi domando perchè non la sposi tu questa fidanzata ideale?
— Ma io, caro Guelfo, non ho bisogno di prender moglie. Non solo; ma potrebbe anche darsi che ne avessi già una, chissà dove, chissà da quando, ma una insomma.... A te invece non rimane che questo rimedio, poichè ti giudico refrattario a tutti gli altri.
— Sei bizzarro anche tu! Guarda: oserei dire che non ho preso moglie, solo perchè tutti, con una insistenza esasperante, mi spingevano al matrimonio.
— Ed è naturale! Chi ti conosce non può darti altro consiglio. Da scapolo hai tutto goduto e ti annoi; prova nel matrimonio: [pg!241] chissà mai? Se non desideri venire con me in America, torna invece a Roma e sposa quella che hai lasciata.