Questo tuo vecchio amico diventa orribilmente grigio; può darsi che sia effetto dell'acqua di mare. Ho notate varie cose, antipaticissime, ne' miei rispetti con il sesso gentile. Le signore mi dànno il braccio volentieri, senza farsi pregare, anche la sera su la spiaggia, al chiaro di luna. Parlandomi, osano mettere una mano confidenzialmente su la mia spalla: questo vuol dire che non mi credono più sensibile a certi contatti lievi... Altre parlano con me di tutti i libri sconci che si trastullano a leggere; una perfino mi ha confidato i suoi falli!... Questo mi fa comprendere che son entrato nel numero di quegli uomini a cui le donne si affidano volentieri, perchè non temono d'incendiarli troppo e nemmeno di trovarli del tutto spenti. È l'estate di San Martino... Addio!
Fabio.»
Questa lettera mi lasciò indifferente; pensai che il Capuano fosse un maniaco e giudicai del tutto sprecata questa caparbia insistenza. Le sue parole mi sembravano artifizi facili a scoprirsi, poichè non potevo credere alla rassegnazione di Edoarda nè alla verisimiglianza dei fatti ch'egli mi raccontava. Come supporre infatti ch'ella sopportasse di lasciarsi corteggiare da un barone Piero de Luca, uno [pg!239] sfaccendato senza levatura, un cinico senza signorilità? La figura di costui cominciò a sedermi nella mente con una ostinazione fastidiosa, e rividi la sua bocca fatua, con quel sorriso leggermente ambiguo, coi baffi biondi e morbidi, che il vento gli pettinava contro le guance smorte, quando, negli ippodromi, vestito di una giubba turchina e curvo su l'incollatura del puro sangue, a scudisciate furiose, passava il traguardo, fulmineamente. Piero de Luca era di famiglia nobilissima, però da molti anni ridotto a vivere di ripieghi; eccellente cavaliere, corteggiatore assiduo di donne ricche e di fanciulle da marito, bel giovane, buon parlatore, damerino avventuroso ed astuto, contava molte amicizie tra le vecchie signore che prestavano i lor buoni servigi per i matrimoni cosidetti di convenienza, talchè poteva darsi benissimo che il suo colpo non andasse fallito; e questo pensiero, in verità, mi causava una molestia singolare.
Tuttavia, nel rispondere a Fabio, gli dissi che mi rallegravo assai di saper Edoarda sulla via della guarigione, anzi facevo i miei più caldi voti per un suo prossimo fidanzamento. Soggiunsi che in fondo questo poteva servire a dimostrargli come d'amore non si muoia mai. Lo consigliavo accademicamente a dissuaderla dallo sposare il de Luca, dicendogli che per mio conto ero fermo nel mio partito, credendo sempre di aver prescelta la strada più opportuna e più leale per entrambi.
In quel tempo avevo ricominciato a giocare, con buona fortuna, e qualche speculazione mi aveva nuovamente procacciati lauti guadagni. Il d'Hermòs venne un giorno ad annunziarmi che doveva partire.
— Dove pensi andare? — gli domandai con un certo stupore.
— Al Cairo prima, e forse dopo in America.
— Un viaggio di esplorazione? un giro artistico? od una fuga? — gli chiesi ridendo.
— Fuggito non sono mai! — dichiarò fermamente, con una voce piena d'orgoglio. — Ma se vuoi conoscere lo scopo di questo viaggio, dimmi prima se desideri seguirmi.
[pg!240] Risposi recisamente: