Allora mi guarda un momento e le rinasce su l'orlo dei labbri un ambiguo sorriso.
— Penserete ch'io sia pazza, non è vero?
— Lo sono più di voi, Elena; molto più! Non andate via.
Ed ecco, ridendo, scuote la testa come per scacciarne la tristezza e segna con la mano intorno:
— Perchè tutti questi fiori?
— Per voi, per farvi un poco di festa.
[pg!27] Ride più forte.
— E le rose dell'altro... le rose del vostro avversario... la stessa cosa, non è vero?
— Come volete, — rispondo, rabbuiandomi. — Può darsi che sia la stessa cosa. Come volete.
Abbraccia tutti i fiori con un gesto largo e dice: