— Nemmeno.

— Mi volete un poco di bene?

— Non so, non so...

E scuote il capo, si copre di nuovo la faccia. Fra le sue dita scorre una lacrima, luccica un istante nel chiarore della fiamma, cade.

Io m'inginocchio davanti a lei, prendendole i due polsi; ma subitamente mi respinge:

— Lasciàtemi, lasciàtemi... Non voglio!

Poi, dalla poltrona in cui sta rincantucciata, si leva d'improvviso e dice:

— Vado via. Non posso più rimanere qui.

Quasi ruvidamente la trattengo per una mano:

— No! Sono io che non voglio!