[pg!26] — Che male?
— Nessuno... tutti... la malinconia.
Vi sono fiori all'intorno, traboccano da ogni vaso, mettono per la stanza una primavera che illanguidisce ai riverberi del fuoco. La sua pelliccia trema di riflessi continui su la spalliera d'un divano; per l'aria naviga una lenta soavità. Eppure a noi sembra di non poterci parlare. Le parole si avvicendano, rare, con fatica.
— Dove siete stata oggi?
— All'albergo tutto il giorno.
— Che avete fatto?
— Niente.
— Avete letto?
— No.
— Scritto?