— Di che?

— Del denaro che mi hai mandato; sei sempre buono, troppo buono con me.

— Ma io non c'entro.

— Sì che c'entri, via, lo so bene. Non te l'ho scritto, perchè me ne vergognavo, ma fra noi... grazie insomma!

— Eh, lasciamo andare... Che mai? una sciocchezza! Dimmi piuttosto: cosa pensi fare?

— A proposito di che?

— Di Edoarda, per bacco! Sebbene ormai...

— Ormai è tardi, — mi lasciai sfuggire. E tosto riprendendomi, soggiunsi: — Del resto non ci pensavo nemmeno. Che sia felice! È tutto quello che io le auguro!

— L'ultime tue lettere mi avevano indotto a pensare ben altrimenti, — egli mi disse, mentre con somma pigrizia egli terminava di vestirsi.

— Già... ma allora non erano accadute molte cose... Poi, che serve? Neppure volendo, non sarebbe stato possibile. Dunque meglio così. — E, dopo una pausa: — È a Roma, naturalmente...