— Hai avuto il mio telegramma?
— Un'ora fa; me l'hanno rispedito.
— E cosa ne dici? — egli domandò, strofinandosi la testa umida.
— Cosa ne dico? Bah... nulla! Felici loro!
— Tanto meglio dunque! — egli fece, nervosamente.
— Di' Fabio... era un pezzo che non ci vedevamo! Stai benissimo tu.
— Devi certo aver le traveggole, mio caro! Se mi fosse caduto un trave addosso, non potrei star peggio! — egli esclamò con umor bisbetico. — Questo matrimonio, se debbo dirti la verità, non riesco a farmelo digerire!
— Ma perchè te ne impensierisci tanto? Che mai te ne importa?
— Guarda, guarda... mi fa lo gnorri adesso! Perdonami, sai, se ti ricevo male, ma stamattina riceverei male anche la Divina Provvidenza. Sei giù di cera, veh!... non mi piaci affatto.
— Eh, Fabio mio, non avevo di che stare allegro in [pg!291] questi ultimi tempi! Se tu sapessi! Ma prima ti voglio ringraziare...