[pg!292] — Tu esageri! Pietro De Luca può benissimo piacere.

— Sì, ad una donna vissuta, capricciosa, viziosa... lo ammetto. A Edoarda no. Oppure io mi son fatto un cretino compiuto e il mondo gira in senso inverso. Quella ragazza, vedi, è di un'onestà esagerata, ed io comprendo benissimo perchè ha fatto questo. Sapendo che si era molto parlato di lei, e che un uomo diverso dal De Luca forse avrebbe sempre veduta qualche ombra intorno alla sua persona... sapendo insieme ch'ella stessa non avrebbe mai potuto scordare del tutto, ha scelto lui, per il quale, ti assicuro, tu non esisti, non sei esistito mai!

— Ma no, Fabio; sei fuori di strada. Edoarda poteva sposare chiunque le fosse piaciuto.

— Non discuto su questo. Ogni altra donna penserebbe come tu dici, tranne lei. Benedetta figliuola! Se mi avesse voluto ascoltare!

— Cioè?

— Oh!... inutile parlarne. Una volta, alla Cascina Bianca — e questo non te l'ho scritto — una volta le dissi: «Pazienza, Edoarda, pazienza!... ritornerà; siate certa che ritornerà...» Era la prima volta che osavo parlarle così, e vidi sùbito che si rabbuiava. M'impose di tacere con un cenno, e mi rispose: «Di questo, vi prego, non una parola, mai più.» Naturalmente, mio caro!... Sapeva che vivevi a Parigi con l'altra, e le donne, anche le migliori, sono sempre donne. Però, se mi avesse dato retta!... Non avevo dunque ragione, io?

— Scusa: ragione in che senso?

— Toh! Non eri tornato per lei, forse?

— Io? Mai più! Sono venuto semplicemente perchè mi scade l'ipoteca fatta con i Rossengo di Terracina.

— Ah!... per l'ipoteca?... — egli brontolò fra i denti, fissandomi con ironia. — Questa volta dunque sarà difficile rinnovarla, quella tua famosa ipoteca! Non ti sembra?