In quel punto la fanciulla ed il vecchio si levarono insieme, traversarono la sala, e restammo soli.
— Ascoltami — le dissi, avvicinandomi a lei. — Non ti ho dimenticata un solo momento. Per te ho pianto, mi sono sentito infelice, umiliato, malato. Ti ho scritto e non hai risposto, ti ho cercata e non hai voluto che ti ritrovassi. Ora sono libero assolutamente; nella mia vita non c'è più un pensiero che non ti appartenga; sono pronto a qualsiasi rinunzia e ti domando perdono di tutte le mie colpe, io, che non ho mai chiesto perdono. Adesso, dimmi una cosa, Elena: Mi hai scordato? appartieni ad un altro? [pg!309] Od è per una ragione diversa che tu respingi la mia preghiera?
— Infatti, — ella disse, guardandosi una mano, e girando su l'anulare l'anello ch'io le avevo dato, — infatti la ragione è un'altra.
Fece una pausa e continuò:
— Ti ricordi... vi ricordate? C'era sempre una cosa che vi dovevo dire.
— Ebbene dilla ora.
Aveva su le labbra un sorriso calmo, e da' suoi limpidi occhi mi guardava pensierosamente.
— E poi?... quando bene ve l'avessi detta?...
— È un mistero così grande?
— Oh no... tutt'altro!