— Credo, Edoarda, che non mi vediate più con gli stessi occhi.
— Forse.
Poi trattenne la cavalla e mi disse con risolutezza:
— Torniamo.
— No, Edoarda, non ancora, ve ne prego! Non siatemi avara di questi brevi momenti che mi sono procacciato con tanta pazienza, e che forse non si ripeteranno mai più. Ancora debbo dirvi molte cose, che il turbamento mi ha fatte dimenticare. Tanto, siamo al sicuro qui; la caccia è lontana.
— Ma io debbo ritornare, intendete? lo debbo! — insistette, come per comandarlo a sè stessa. Poi soggiunse: — L'ascoltarvi più a lungo vi darebbe diritto...
— Nessun diritto, nessun diritto... non parlate così! usatemi questo riguardo almeno!
E messa la mano su la briglia della baietta, la costrinsi a camminarmi di fianco, sella contro sella.
— Ma insomma voi profittate d'una condizione di cose...
— No, non è vero... oppure, sì, come volete! Ne profitto forse un poco, e ve ne chiedo scusa. Ma ho bisogno di parlarvi, od almeno di sapere una cosa, una sola, se pur mi vorrete rispondere.