Vedendomi entrare, il vecchio portiere si affacciò alla vetrata per dirmi ambiguamente:

— Oh, signor conte! Non la si vedeva da molti giorni. E' stato malato forse?

— Un po' indisposto; nulla, nulla, — risposi con brevità.

E la sua moglie ciarliera gli andava borbottando qualcosa dietro la schiena, tirandolo per la falda della livrea.

Venne il cocchiere in quel punto, mentre stavo attraversando la corte, per dirmi che uno dei cavalli s'era azzoppato e la signorina gli aveva detto di mostrarlo a me... quando venissi.

— Va bene, — risposi. — Scenderò dopo la colazione.

Quei cavalli erano stati scelti e contrattati da me; in quella casa tutti oramai mi consideravano come il padrone. Salito che fui nell'anticamera, il domestico tornò da capo con le sue rispettose maraviglie. Sono costoro per consueto custodi assai gelosi dell'onor familiare.

Edoarda mi venne incontro per il corridoio, senza far strepito sul tappeto, appoggiandosi alla parete, nell'ombra.

— Credevo che non saresti venuto mai più....

Furtivamente, nel corridoio, non sapendo come risponderle, per fare quello che facevo sempre, volli darle un bacio.