Talvolta il denaro inatteso porta fortuna e vi son uomini che arrecano con sè la buona ventura.

Giunto Elia, la sorte mutò improvvisamente. Come per incanto la Borsa mi fece riacquistare il perduto, ed al giuoco mi assistette una fortuna così tenace che il rubicondo e calvo marchese della Pergola, dondolando la sua buona testa di vecchio fanciullone, perduto il colpo, non ristava dall'esclamare: «Inutile! inutile! contro di te non si può spuntarla! Sei tornato in pieno calore!»

Così la mia vita era tutta un'alternativa d'aurore e di tramonti; nell'attimo stesso in cui stavo per cadere, una mano invisibile scendeva, pronta, per soccorrermi ancora. Nasce in tal guisa una spavalda sicurezza di sè stessi e quasi ci si rimprovera d'aver dubitato della fortuna. In quei momenti d'auge, l'operoso, l'ape umana, par quasi un piccolo insetto previdente e sciocco, poich'esso costruisce piano piano l'alveare, con stenti e con amore, sviscerandosi ogni giorno un poco, mentre noi, nella nostra vita, ne facciamo e distruggiamo a decine, alveari grandi e piccoli, con una facilità stupefacente.

La fortuna infatti è soltanto nemica dei pusillanimi; ai forti ed agli avventurieri essa ritorna sempre.

Di questi ultimi Elia d'Hermòs era un esempio singolarissimo. Pochi avevano la sua risolutezza e pochi fors'anche la sua bontà. Non potei ben comprendere s'egli avesse ancora su me qualche intenzione occulta; sapeva così ben nascondere i suoi disegni ch'egli rimaneva perpetuamente un attraente ma incomprensibile enigma. Fin verso la metà del pomeriggio non era lecito sapere ove andasse nè cosa [pg!367] facesse; alle mie domande rispondeva sempre con una risata sibillina, poi diceva con intendimento:

— Bah... visito Roma! C'è sempre qualcosa di nuovo in questa città inesauribile.

Io l'invitai al nostro Circolo e fu comicissimo l'incontro di lui con Fabio Capuano. Fisicamente si rassomigliavano un poco, ed entrambi avevano inteso parlare l'un dell'altro molto spesso da me. Si studiarono ambedue con grande cautela, poi Fabio mi confidò in gran segreto:

— Sai: quel tuo buon amico di Parigi mi ha l'aria d'un birbante matricolato.

— Ma cosa dici, Fabio? Tu hai le traveggole da qualche tempo! Vedi tutto a rovescio.

L'altro si limitò a dirmi: