— Non è mia! non è mia! — esclamai con impeto; — ma vorrei sapere a chi l'attribuiscono.

— Inutile che tu prenda quel tono geloso! Dev'essere un grande mistero... E poi chi si occupa di questo? In apparenza ti è rimasta fedele. Ha un amante, certo, ma non lo si conosce.

— Perchè «certo»? Come puoi affermarlo così?

— Oh, per Bacco! lo si comprende. In che altro modo si procurerebbe il denaro per condurre la vita che fa?

— Se recita, può darsi che guadagni abbastanza...

— Eh sì! Ci vuol altro! I soli abiti che portava in quest'ultimo dramma costavano più di quello che può guadagnare in sei mesi. Dunque fa i tuoi conti. Ma è tardi ora, — soggiunse guardando l'orologio, — e bisogna che ti lasci. Una buona doccia, e mi ritroverai fresco, nonostante l'orribile viaggio. A rivederci, Guelfo.

— A rivederci, Elia!

Non appena fui solo, nascosi la faccia nelle coltri e disperatamente piansi. Ma da quel giorno l'amore mio si ravvolse d'un velo funebre, si addormentò nel mio cuore profondo come sotto la pietra tombale di un sepolcro dimenticato.

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VIII