— No, férmati ancora un poco; non ho più sonno, ti assicuro.
[pg!365] — Ma vorrei prendere un bagno, cambiarmi d'abiti.
— Bene: ancora un momento e te n'andrai. Per l'ora di colazione ti verrò a prendere all'albergo.
— È inteso, — egli fece, tornando a sedere.
— Orsù, raccóntami qualcosa.
— Di che?
— Di Elena. Come vive? Cosa fa?
— Trionfa e splende. A Parigi non si parla che di lei; mena un lusso iperbolico, la si vide qualche volta al Bosco, ha la sua carrozza, i suoi domestici, uno splendido appartamento, «rue la Chaussèe d'Antin, 19», se t'interessa.
— E poi?
— E poi recita, e miete applausi, e sono in cento che si contendono i suoi favori. Ah... dimenticavo! Ha una bellissima bimba: una cosina piena di riccioli... Credevo che fosse tua, ma invece m'hanno assicurato di no.