— Ah?... quel tuo personaggio equivoco, il quale non sa parlare nessuna lingua correttamente? Faresti assai meglio se gli dessi un po' di lungo.
— Tu, mio caro, hai presa l'abitudine di criticare tutto quello ch'io faccio, in un modo che finirà con esasperarmi. Credo avere un'età, nella quale posso finalmente far a meno del precettore!
— Oh, non bisogna toccarti su questa corda! Tientelo ben stretto il tuo caro d'Hermòs! Per conto mio ti ripeto che mi ha tutta l'aria d'un personaggio equivoco.
— In ogni modo ti prego di non propalare al Circolo queste tue impressioni affatto arbitrarie.
— Oh, quanto a questo, potevi anche tralasciare di presentarlo al Circolo!
— Toh! per farti piacere forse? A Parigi, sappilo, è socio dell'«Agricole» e della «Rue Royale».
[pg!369] — Tutte le canaglie fanno parte dei migliori circoli; questa è regola corrente.
— Insomma, pensane quello che vuoi: è mio amico, e ti prego, almeno con me, di evitare questi grossolani apprezzamenti.
— Se stamane sei di malumore, me ne vado.
— Oh... lo dici, ma tanto non lo fai! Da qualche tempo ti ha preso di me un amore sviscerato; non mi abbandoni d'un passo! E non che mi secchi, sai... tutt'altro! ma te lo faccio notare semplicemente.