Salimmo in vettura; mi prese un senso di vertigine, sentii che nel petto il cuore mi batteva con veemenza e più non potei disuggellare la bocca.
Dietro le palpebre, in una visione rossa, vedevo il corpo del barone giacere a terra, esanime, sotto il suo cavallo; mi pareva che i suoi occhi spenti si fissassero ancora ne' miei.
Al Circolo v'era un tumulto insolito; si parlava concitatamente; stavano tutti in piedi. Quando entrai, ammutolirono. [pg!386] Poi nacque un bisbiglio, e tutti mi guardarono.
— Dunque che è stato? — domandai a' primi che vidi.
— Il povero De Luca... — disse uno.
— Ma è vero?
— Eh, purtroppo! La notizia è confermata. Siamo stati al telefono sinora.
— È proprio morto? — E mi lasciai cadere sopra una seggiola, non riuscendo a vincere il mio turbamento.
— Morto immediatamente, senza dire una parola.
— E come fu?