— Dimmi: cos'hai contro di me?
— Null'altro che un poco di rancore perchè mi esasperi e mi addolori continuamente.
— Mi credi cattiva? — E si era seduta su le mie ginocchia cingendomi il collo con un braccio.
— Sì, un poco, — risposi.
— E credi che non ti voglia bene?
— Me ne vorrai, forse, a tuo modo...
Mi passava una mano, lentamente, su e giù per il braccio, guardando il suo proprio gesto. Era singolarmente dolce, singolarmente triste.
— E quale sarebbe questo «modo mio?»
— Concederti un momento e poi sùbito aver paura d'essere [pg!65] afferrata; pensare con la stessa calma all'oggi, che sei qui, e al domani, che sarai chissà dove; non abbandonarmi che una piccola parte di te stessa, ed ancora con moltissime restrizioni; mescere insieme i baci e le bugie, il sentimento e l'indifferenza, come un bel mazzo di rose e d'ortiche... Ecco, press'a poco la tua maniera di amarmi.
Piegò il mento sul petto e sogguardandomi sorrise.