Dopo una breve pausa, disse:

— Non credo che tu m'abbia veduta.

— Come non credi?

— No: mi avresti certamente seguita.

— Mi ritieni proprio così geloso?

— Immensamente curioso almeno.

— Dunque non ti curare del come io lo sappia. Ma so in ogni modo che non sei stata ove m'hai detto.

— E' vero. Vuol dire dunque che sei entrato nella mia camera ed hai letto un telegramma ch'era lì... Me lo sono dimenticato infatti. — Però, — soggiunse con una voce dura, levandosi, — io non avrei fatto questo nella tua casa.

E metteva in ogni sillaba un così altero disprezzo, che di confusione arrossii.

[pg!66] — Ho fatto male. Te ne domando scusa. Ma lo feci quasi per inavvertenza, non pensando mai che si trattasse d'un mistero.