Ella se ne meravigliava, ma il tutore prese a dire:

— Quando vostra madre lasciò l'Ungheria mi diede in custodia questi ultimi residui del suo patrimonio, ch'ella [pg!73] aveva ridotto al nulla per pagare i molti debiti della famiglia o piuttosto — poichè forse già lo saprete — i debiti di suo marito. Mi lasciò queste cose con l'obbligo giurato di non consegnarle che a voi, dopo la sua morte, o, qualora me lo domandasse, alla vostra maggiore età. Vostra madre fu una santa ed una vera martire: non dimenticatelo mai, Elena. Oggi obbedisco alla sua volontà.

V'era il corredo da sposa della madre, pochi oggetti preziosi ch'ella si rammentava di aver veduti al castello ed alcuni gioielli antichissimi della famiglia.

Tutto ciò le parve l'ultimo sorriso, l'ultimo bacio della sua mamma per sempre lontana, e questa lieve ricchezza la fece piangere di malinconia. Era la sua tragica e santa eredità; bisognava non dimenticare quell'esempio di fortezza. Ed Elena serenamente si dispose a vivere la sua vita nuova, poichè il tutore le aveva trovato un posto d'istitutrice in una scuola privata.

Passarono mesi di tristezza e di solitudine. Mathias le scriveva quasi ogni giorno; ella rispondeva sempre, e, come ad un fratello, tutto gli raccontava: la grande aridità della sua vita, i bui pensieri, lo sconforto, i libri che leggeva, le persone che frequentava, le memorie della povera morta, il gran desiderio che aveva ella stessa di morire. Una volta, ricordandosi ch'egli era così povero, andò alla Banca, prese una piccola somma e gliela spedì. Ma egli la rimandò con una lettera squisita, in cui vagamente, per la prima volta, le confessava la sua passione.

Questo pensiero le dette un grande smarrimento; non aveva mai creduto ch'egli potesse amarla, e considerava Mathias veramente come un fratello. Ebbe vergogna, ebbe paura, ebbe pietà; gli rispose pregandolo di non volerle bene, di non pensare a lei, di lavorare a' suoi quadri.

L'Hohenfels la visitava qualche volta e più spesso l'invitava nella sua casa, mostrandosi ora diverso che non per il passato, e cioè troppo familiare, quasi ambiguo.

In quei giorni, per uno scandalo che fece assai rumore, l'Hohenfels si separò dalla moglie e tenne seco [pg!74] uno dei due figlioli. Circa un mese dopo questo fatto egli venne a proporle di dare lezioni al suo bimbo ed ella consentì.

L'Hohenfels assisteva regolarmente a queste lezioni, seduto presso la tavola, sorridendo e guardandola sempre. Voleva sovente che rimanesse a pranzo; un giorno le passò la mano sui capelli, dicendole:

— Sapete, Elena, che vi siete fatta una magnifica ragazza?