Ella divenne di porpora, ma non osò rispondere, perchè di lui aveva una incomprensibile paura.
Era un uomo sui quarantacinque anni, ancor giovanile d'aspetto, che nel discorrere usava gesti compassati ed autorevoli; aveva i baffi castanei, rudi, la bocca un po' sardonica, il naso diritto, gli occhi d'un color glauco-verde, pieni di volontà.
Frattanto era trascorso più di un anno, e la sua tristezza non guariva; ogni cosa le dava un senso di profonda mediocrità, e sognava di andare per il mondo alla ventura, fin quando, in una terra lontana, improvvisamente, come schiuse da un prodigio, davanti a lei si aprissero le porte meravigliose della vita.
Trovò, sul finire di quel Settembre, una vecchia signora senza parenti, ch'era solita viaggiare quasi tutto l'anno, la quale accettò di prenderla seco e farne la sua dama di compagnia. Sùbito, e nonostante le preghiere dell'Hohenfels, lasciò la Germania e vide un gran numero di paesi.
Fu durante uno di questi viaggi ch'io la conobbi.
Ma la vecchia signora finì con accorgersi ch'era molto incomodo avere per dama di compagnia una ragazza così bella, poichè dappertutto gli uomini la corteggiavano e l'inseguivano con soverchia insistenza. Di nuovo Elena si trovò sperduta, senza desideri, senza meta. Fece venire una parte del suo denaro e viaggiò sola per qualche tempo, inebbriandosi di sogni che non si sarebbero avverati mai.
Passava, senza conoscere ancora la sua bellezza, con tutta [pg!75] l'anima negli occhi, per le città straniere, perdendosi fra le folle rumorose, aggirandosi per i musei, per le biblioteche, nei giardini, fermandosi la sera, verso il crepuscolo, su le arcate dei ponti a guardare i fiumi trascorrere, i laghi oscillare, splendere il sole sui vetri delle case, che balenavano come lamine d'oro. Guardava le folle dissimili mutarsi di frontiera in frontiera, parlando linguaggi diversi e con diversi destini; guardava ed era negli occhi attonita, come chi dalla spiaggia di un mare veda correre sulle opposte onde infiniti velieri e non sappia qual destino li guidi nè a quali porti vadano, per l'interminato azzurro, in cerca d'approdo.
Per lei tutto nel mondo era un pericolo, tranne le parole di Mathias, che la vegliava di lontano scrivendole alcune lettere sublimi.
Allora, fra le città straniere, qua chiamata e là respinta, fra gli usi e le persone più varie, con il coraggio dei vent'anni, con l'intelligenza versatile che nasce dalle difficoltà, imparando a fingere, a destreggiarsi fra gli uomini, cominciò per lei quella corsa randagia, infaticabile, ch'era la sua battaglia per la vita.
A poco a poco amò quella sfrenata indipendenza, quel vagabondaggio alla ricerca dell'ignoto, quel rinnovarsi dell'anima in un perpetuo fuggire.