— Sì, molte, come tutti gli uomini che possiedono le qualità essenziali per piacere alle donne, ossia un bel nome, un patrimonio mai esausto, e molta disinvoltura.
— Credete che queste qualità bastino sempre?
— Sempre almeno per correre quella via battuta che si chiama la via del cuore femminile.
— E ne avete amate molte?
— No, amate no. Le ho predilette, come alcuni prediligono i fiori. Mi è piaciuto coltivarle, carezzarle, per ricevere in cambio il loro profumo, persuaso che questo profumo sia forse nella donna la cosa migliore. Ma purtroppo non ho mai saputo dare un'importanza grave ai sentimenti che sfioravano il mio cuore sbadato. Poi un'altra cosa vi dirò: mi è mancata una, forse la più superficiale, fra quelle distrazioni che ad altri uomini rendono così attraente il gioco dell'amore; voglio dire il capriccio, la passione che nasce per puntiglio, la tenacità. Davanti ad una porta che si chiudeva con ostinatezza non mi sono mai fermato a lungo; andavo altrove... e di porte che si aprono ve ne son tante al mondo!
Ella sorrise evasivamente, con un sorriso incomprensibile, alzando la mano verso una parete ov'erano in mostra, dietro un cristallo, alcuni ritratti di donne; poi, dalla parete, verso un quadro, e disse:
— Quelle, per esempio?
Anch'io volsi da quella parte gli occhi, e risposi con una certa pacatezza:
— Sì, quelle, oppure tante altre che non ricordo più.
— Voi parlate come Don Giovanni in un giorno di noia...