— Elena, io farò in modo che non ci si riveda.

— Voi? e perchè?

— Perchè è sempre triste, enormemente triste, rimanere a mezza strada fra l'indifferenza e l'amore, fra la curiosità e il desiderio, fra quello che è stato e quello che poteva essere. Un sogno si può talvolta sopprimere, ma incatenarlo, precludere ad esso l'avvenire, questo no. D'altronde fra voi e me l'amicizia non è possibile. Perchè essere solamente amici quando è lecito amarsi? Elena, da che vi conosco non ho avuto verso di voi la più piccola irriverenza, non ho tentato mai di spingere la nostra intimità oltre il limite che le avete voluto prefiggere, trovando questo, non solo naturale, ma opportuno, perchè siete fra quelle donne che si debbono avere sempre o non avere mai.

— Credete proprio che ci siano tali donne? — ella rispose con volubilità. E, nel fissarmi, qualcosa di crudele attraversò la sua ferma bellezza.

— Se vi sono, — risposi — hanno certamente il diritto di farci anche soffrire.

— Sentite, — m'interruppe, con riso pieno d'ironia su la bocca giovine, — credo che voi parliate con molta facilità... Veramente vi ammiro!

— Perchè? — feci, un po' confuso.

— Via! Mi piace la sicurezza con la quale dite queste cose molto gravi e molto serie. Parlando con voi, talvolta mi sembra di assistere alla recitazione d'un ottimo attore.

— È dunque singolare che si abbia entrambi, esattamente, la medesima impressione.

— Eccovi súbito mordace. Ma no!... io trovo questa [pg!10] una cosa naturale! Passiamo tante ore, qui, soli, nè possiamo far altro che parlare. Ditemi, avete avute molte amanti voi?