Pensava:—«Est–ce possible quʼil nʼait pas laissé un mot pour moi? Comme je suis bête! Sans doute, sans doute il mʼa envoyé une lettre chez moi!»

E si mise a camminar così rapida, che quasi correva. Dʼun tratto era piena di speranza; la gioia della vita rifluiva in lei.

Prese una vettura, ma questa camminava con un passo infinitamente troppo lento per la sua concitazione. Non appena scorse unʼautomobile, si mise ad agitar lʼombrellino; il guidatore si fermò. Balzatavi dentro, si affacciò al finestrino, quasi per accelerare con la sua folle impazienza i battiti del motore. Nessuna distanza di Parigi le parve mai così lunga.

—Vite! vite! vite!...—diceva continuamente al meccanico, battendo con gli anelli contro il vetro.

E la videro entrare nella sua portineria come se fosse inseguita. Non prese lʼascensore, volò su per le scale.

—Linette! Linette, dis–moi!... où est la lettre, Linette?...

—Quelle lettre, Madame? Mon Dieu, que vous êtes pâle! Quʼy a–t–il, Madame?

—La lettre, je te dis! Il nʼy a pas une lettre, un billet pour moi?

—Non, Madame.

—Et personne nʼa rien téléphoné?