Ma dovʼera mai? Quale strada lo portava? Come ritrovare uno scomparso nel turbine di quella immensa Città, che aveva strade burrascose come fiumi, piazze babeliche ove la folla si avventava come lʼondata nellʼestuario, e che, dal cerchio dellʼinfinita sua forza, dappertutto sollevava un pesante fragore dʼoceano?
Ella, in fondo, non conosceva nessun particolare della sua vita impenetrabile.
Senza bene comprendere perchè avesse questa certezza, pure una voce profonda nel suo spirito le diceva che non sarebbe ritornato mai più.
Ad ogni fragore di ruote che venisse dal capo della strada, sentiva il cuore darle un battito così forte, chʼella, per un lungo istante, ne perdeva il respiro. Ma ogni volta erano viandanti ben dissimili da lui; non la sua fronte alta e buia, non la sua ruvida gentilezza di persona, i suoi luminosi occhi di nomade, che lʼavevano tanto innamorata.
Povera Mimi Bluette!... povera, piccola, bionda Mimi Bluette!...
Si faceva quasi tardi; la fatica del crepuscolo pesava su la Città scintillante. Non vʼera più sole nella piccola vetrina dellʼorologiaio, ed ora si potevan leggere a distanza i nitidi cartelli appesi contro lʼinvetriata:
«Montre Oméga—Or garanti, 18 Carats
Chronomètres—Réparations»
E guardando e camminando pensava:—«Ai–je été assez aveugle? Pendant ces derniers jours il y avait bien dans ses yeux quelque chose de très sombre... Hier soir il mʼa dit: «Je tʼaime, Bluette...» Jʼai baissé la tête, et nous avons pleuré. Avant hier jʼai vu quʼil fouillait dans ses malles. Ses malles autrefois étaient pleines; les derniers jours elles étaient presque vides. Mais je nʼosais pas être curieuse, parce quʼavec lui jʼai toujours été si timide...»
La strada ora si popolava di gente più veloce; un operaio, passando, le bisbigliò quasi allʼorecchio:—«La belle fille!»