—Aucune.

Salì.

Per le vecchie scale dormiva con ambiguità un silenzio di edificio deserto. Il congegno della serratura scricchiolò restìo, con una specie di rugginoso dolore. Lʼuscio, nellʼaprirsi, urtò contro una resistenza di tenebre.

Veniva dalle stanze profonde un rumore di buio, un peso di polvere morta.

Bluette cercò lungo la cornice dello stipite lʼinterruttore della luce. Ma nel suo smarrimento più non lo ritrovava.

Barcollando contro la parete, riuscì ad accendere. Vide lʼattaccapanni vuoto.

Tre stampe di cacce inglesi pendevano dal muro. Su la tavola, un bacile di rame, un vaso di cristallo, con lo scheletro di qualche fiore che aveva portato Bluette.

Dʼun tratto, come una pazza, ella si mise a correre per la casa... Guardò, frugò... Nulla, nulla, nulla!

Sì, era partito per sempre, partito come un vero nomade, partito senza dirle addio...