Sei nata come un fiore selvatico nella dolcissima valle del Po; hai traversato le bufere di sole che incendiano il terribile Gharb; hai danzato, sovra un tappeto rosso come il Guébli, la danza del tuo cuore morto...
Che lunga lunga strada... che infinita malinconia,...
Oggi cantano le belle mitragliatrici.
Hai cadenzato la musica di due loquele nel profumo deʼ tuoi fiordalisi; hai saputo confondere il sogno nellʼarmonia deʼ tuoi movimenti, come il poeta imprigiona la bellezza nelle musiche della eterna Poesia.
Oggi cantano le belle mitragliatrici.
E Parigi che ha sempre una canzone per la sua camminante bandiera, Parigi che può sorridere anche nelle ore dʼimmortalità, sʼincurva su quella che torna dal rosso delirio affricano, e posa la medaglia di Laire sul feretro azzurro della Transalpina.
Oggi cantano le belle mitragliatrici.
Bluette, porterai qualche musica nella trincea che non dorme, dal giogo bianco dello Stelvio allʼonda calma che rispecchia le tragiche finestre di Miramare.