Vólgiti e guarda, Bluette:—In questo giorno di primavera cammina dietro le tue belle ghirlande il sottile fruscìo pieno di grazia della sottana di Manon Lescaut...
Non questa era, Bluette, lʼora calma e serena per disciogliere il tuo mazzo di fiordalisi nella primavera della Città Stupenda.
Ora la gente si ferma sui crocicchi, e poi dice:
«Un nome: nientʼaltro che un nome: anzi un piccolo fiore da mettere sui capelli di paglia, nei mesi dʼestate.»
Ma tu eri nata, e già tu eri, prima che gli Ulani del Vandalo giungessero a bivaccare con turpitudine su lʼorlo della foresta di Compiègne.
Questa Città così vasta e così multanime, che sapeva essere anche il teatro della tua meravigliosa nudità, oggi è piena di un santo silenzio; i suoi teatri sono chiusi, come chiusa è per sempre la danza nelle tue caviglie, Bluette.
Oggi, nelle vie di Parigi, solitario ed umile passa il tuo funerale.
Tu, che rappresentavi nella Città Dionisiaca il suo divino e glorioso piacere, oggi sei ferma, e giaci, e puoi traversare la Metropoli che ti regalò tanta fiamma, perchè hai portato nellʼanima lʼamore di Maria Maddalena.