Non apprezzò affatto la sua cultura, ma insistette con molto garbo su varie sfumature, finchè giunse a persuaderla, per esempio, che le ostriche del Colchester superano di gran lunga tanto les Ostende come les Marennes. Le fece inoltre sapere che gli Americani son forse un popolo rispettabile, ma non parlano affatto lʼidioma inglese. Perciò non si fidasse troppo dellʼinterprete Jack. Lʼavvertì che il popolo di Londra finge di coricarsi a mezzanotte e mezzo, perchè, dopo questʼora proibitiva, la legge vuole che il popolo inglese finga di non amare più il gin. E le fece scommettere molte lire sterline sopra cavalli che, in media, vinsero due volte su tre.

Lord Alfabeto non era vedovo nè ammogliato; perciò mancava di prole. Si era fatto molto ricco nelle Colonie. Adesso riposava. Cioè, questo Lord in riposo, era dʼunʼattività sorprendente. Bellʼuomo, con una faccia pura e nobile, aveva una sua maniera impassibile di prendere in giro lʼuniverso.

Con Mimi Bluette spese un diluvio di sterline, delicatamente, ma la prese in giro.

Ella ebbe lʼimpressione di fare altrettanto.

E rimasero buoni amici.

Soltanto, quandʼebbe ripassata la Manica, ella si accorse di portare in sè, dallʼInghilterra, una intrusa vita nascente. Non ne fece parola con alcuno e tanto meno con sua madre; rimase tre giorni a letto, credendosi malata. Bluette si domandava con stupore perchè la cosa non le fosse mai capitata prima. La sua maraviglia iniziale si mutò a poco a poco in un singolare spavento.

Verso la sera del terzo giorno incominciò a chiedersi di chi poteva essere il figlio. Era stata quattro mesi a Londra. Le parve dapprima che dovesse avere nel grembo un giovine Lord Alfabeto. Poi si ricordò che poteva essere anche un piccolo Jack. Il dubbio le fece quasi piacere. Non era certo innamorata di Jack, ma gli voleva molto bene.

Mentre volgeva tra sè questi accorati pensieri, entrò nella camera la bionda Caterina, per chiedere a sua figlia se volesse pranzare. Bluette cacciò la testa sotto il lenzuolo e con irritazione rispose che la pregava di non darle noia.

Mandò invece a chiamare il suo bravo laconico Jack.

—Assieds–toi là, Jack.