Egli le fece una sontuosa rendita vitalizia, disse con amabilità che i figli sono molto spesso una indimostrabile opinione materna, pregò di dare al nascituro, se fosse un maschio il nome di Patrick, se una femmina quello di Eleanor, poi, con un soprabito quasi giallo, ritraversò la Manica.
La Manica è quel canale che impedisce agli Inglesi di essere nevrastenici come i popoli continentali.
Ed allora il Forse–Patrick, nel terzo mese dʼincubazione, risolse di non venire al mondo. Sparì, per non dar noia a sua madre, con un atto dʼabnegazione del quale soltanto fu testimone un giovine allievo di Doyen.
Il Forse–Patrick era una creatura splenética, la quale decise di andarsene via dal mondo senza nemmeno darsi la pena di scegliere un sesso, per uggia della vita.
E fece bene. Poichè aveva capito che tutto si riduce in fondo a scegliersi un posto nel cimitero.
My Blu frattanto era divenuta molto ricca. Possedeva «i suoi mobili», anzi un leggiadro palazzo verso i Campi Elisei, molti gioielli, uno sterminio dʼabiti, un tesoro di pizzi antichi e di tutte le maraviglie femminili che producono i gloriosi atelieri di Parigi; possedeva le sue rendite professionali ed infine la rendita vitalizia datale in premio della sua faticosa maternità.
Era una piccola creatura felice. Sembrava unʼorchidea coltivata in una serra calda; per di più mandava profumo. Cʼera in lei, cosparsa nelle vene della sua pelle bionda, una luce dʼanima che irradiava buon odore. Parigi la Magnifica le aveva regalato un soffio dellʼanima sua transitoria e splendente, lʼaveva circonfusa con le stelle deʼ suoi fugaci paradisi.
Ve nʼeran altre forse più belle, più intelligenti forse di Bluette; ma Bluette era di moda, e la moda è una gloria che non si può esaminare a lume di critica. La moda è la vera potenza che decretano le folle, per un caso plebiscitario, per una specie di curiosità collettiva, che talora, dal nulla, fa scaturire persino lʼingegno. La moda è il caso fortuito che governa il pensiero, lʼarte, la bellezza, insomma la vita. Non sempre fu di moda quello che fu grande, ma sempre una certa grandezza brillò e sʼavvolse intorno ai capricci di questa universale divinità.
Forse lo stesso capolavoro nullʼaltro è che il figurino più espressivo dʼuna moda oltrepassata, le religioni stesse nullʼaltro sono che una maniera illogica e mutevole di vestire con una stoffa decente la nudità pericolosa dellʼanima.
E Bluette, che non vagheggiava sogni di conquista, chʼera nata per danzare con poesia e per inflettere le sue dolci reni sotto il peso dʼun amante, Bluette che non moveva un dito per guidare la propria sorte, aveva con sè, in modo bizzarro, il favore di quella divinità.