Le cose avvennero a grado a grado, con ordine sapiente. Se Bluette lʼavesse fatto apposta, non vi sarebbe riuscita mai.
Così a Parigi erano senza dubbio in gran numero queʼ finanzieri di alta maestrìa che tramavano affari loschi ed ammaestravano il denaro ad esiliarsi dalle tasche altrui. Ma ella fu amata proprio da quello, che, oltre a circondarla dʼun lusso vanderbildiano, le regalò anche uno scandalo clamoroso, uno di quegli scandali periodici che alla divina Parigi sono necessari come il Gran Prix de Longchamps. Poichè la Corte dʼAssisi è il primo teatro della Metropoli ed i giudici della Senna sono artisti non meno ammirevoli dellʼammirevole M.r Le Bargy. In Francia si è riusciti a trovare nel crimine un elemento di utilità sociale. Altri paesi cercano di fare la stessa cosa, ma i loro scandali mancano di saggezza e dʼallegria. Così altri paesi cercano di creare Mimi Bluette, ma per essi è fatica perduta. Mimi Bluette è un fiore dellʼaria parigina, se pur talvolta vien dʼoltralpe o dʼoltremare.
Il Finanziere dunque rubò, poichè i suoi affari probabilmente non gli consentivano di farne a meno; ma ognuno disse che aveva rubato per alimentare lo sfarzo di Bluette. Un bel giorno ella vide la propria fotografia esposta nelle vetrine fosforescenti, proiettata nei cinematografi, pubblicata nelle riviste e nelle prime pagine dei giornali di Francia.
Sciami di giornalisti vennero ad intervistare la famosa My Blu, ed alcuni si dettero anche la pena dʼinventarle straordinarie biografie, che il mattino dopo, seduta sul letto, ella si mise a leggere con molto stupore. I giornalisti, al giorno dʼoggi, sanno trarre dal nulla biografie così verosimili, che gli stessi protagonisti a poco a poco si convincono dʼaverle vissute.
Dunque Bluette stava tranquillamente aspettando che si trovasse il mezzo di mandarla per qualche mese a vivere nel ben frequentato romitorio di Saint–Lazare; ma i sullodati giudici della Senna preferirono lasciarle portare a piede libero i deliziosi modelli della Rue de la Paix.
Libero per così dire, poichè veniva il tempo della gonna con lʼimpaccio e le donne si vedevano costrette, almeno per le strade, ad aprire le gambe assai meno del necessario.
Il Finanziere ladro ebbe la compiacenza di lasciarsi mettere in prigione. Ma poco dopo un Guardasigilli scrupoloso ordinò la revisione del processo, e, come al solito, venne in luce che il poveretto era il più probo cittadino della Repubblica, ed anzi ci aveva perduto del suo.
Dopo questa faccenda non era più lecito a Bluette ballare le danze che inventavano gli altri; un Impresario le fece comprendere che aʼ suoi piedi ora si domandava lʼoriginalità.
Era giusto; e Bluette ne convenne. Tanto più che i suoi leggeri piedi non mancavano di facoltà inventiva. Ma ora si dolse di aver lasciato partire, con un broncio rannuvolato ed in compagnia dʼuna elastica ballerina irlandese, il suo bravo laconico Jack.