Linette le teneva il broncio. Quella sera non volle, come invece usava di consueto, darle consigli nè chiederle schiarimenti. Ma poichè Bluette insisteva, enunziò nondimeno il suo parere:
—A moi, Madame, il mʼest antipathique.
—Fichtre! tʼes pas facile, toi! Queʼest–ce que tu lui trouves dʼantipathique?
—Tout et rien, Madame. Ce nʼest pas mon type... voilà tout! Et puis je vous dis, Madame, quʼil a une tête dont il faudrait se méfier.
Bluette si mise a ridere. Stavano entrambe davanti alla specchiera. Bluette seduta, menare Linette la pettinava.
—Il a tes yeux et ton front, Linette. Je découvre, en te regardant dans la glace, que tu lui ressembles dʼune façon frappante... Aïe! diable! mais tu mʼarraches les cheveux!...
Linette si fece rossa come una educanda, e, per nascondere il viso avvampato, lasciò cadere a bella posta un gran mazzo di forcine.
Allora, in un giorno di corse, Fred Chinchilla ebbe la ventura dʼincontrarsi viso a viso con Mimi Bluette. Si dissero dapprima un mucchio di cortesie, lodandosi la foggia dellʼabito, il modello del cappellino, e passeggiarono un poco insieme, poichè, sebben rivali, sapevano di figurare molto bene accanto. Finalmente si accordarono per scommettere sul medesimo cavallo. Ma dopo aver discussa con minuzia la monta, il peso, le condizioni del terreno, quando suonò il buttasella, Fred Chinchilla disse di punto in bianco: