Non faceva nientʼaltro che fare lʼIrresistibile. Tutte le belle cittadine avevano dormito con lui: qualcuna in verità, molte altre in sogno.

Le ragazze da marito cercavano un fidanzato che somigliasse allʼIresistibile.

Le mondane si davano per niente allʼIrresistibile.

Le signore attempate, quelle che frequentavano con assiduità lʼIstituto di Bellezza, forse avrebbero pagate volentieri le grazie dellʼIrresistibile.

Ma egli era un uomo illibato; non accettava neanche un soldo. Anzi pagava sempre, con mazzi di fiori, E dava inoltre la propria fotografia. Con dedica.

Nel cuore della donna lʼIrresistibile sapeva leggere a prima vista. Era così esperto in materia di psicologia femminile, che, al suo cospetto, ammutolivano i più fini conoscitori. Nel proprio inventario contava ogni anno circa una mezza dozzina di vergini. E questo è un buon numero, perchè ai tempi nostri le vergini sono difficili a trovarsi. Ma lʼIrresistibile ne trovava, e—pare—con grande facilità.

Certa sera, in un teatro, al fianco della sua madre baldanzosa, ella portava con modestia un bellʼabito regalatole dal Banchiere.

LʼIrresistibile, dopo averla saettata con la fiamma del suo terribile occhialetto, si volse agli amici, per dir loro che la biondina di terza fila era indiscutibilmente una magnifica ragazza.

Tutti furono dʼaccordo nel trovarla una magnifica ragazza.

LʼIrresistibile mandò la fioraia del teatro ad offrirle quel che aveva di più leggiadro nel suo galeotto paniere.