Questa fioraia ben sapeva come si porgono mazzi di fiori alle signorine con madre in cerca di marito. Alla fine dello spettacolo, presso lʼuscita, lʼIrresistibile in cravatta bianca le invitò a cena.

La gentildonna dal seno classico dovette naturalmente rispondere:—«Ma le pare?... Non è davvero possibile, gentilissimo signore!»

Tuttavia si lasciarono accompagnare sino al portone di casa. E ciò che piacque molto alla vergine fu il saluto che lʼIrresistibile fece, descrivendo nellʼaria un movimento perfetto con il suo guanto bianco ed il suo cappello a tuba.

La saggia madre disse alla vergine, su per le scale:

—Con quei tipi, mia cara, bisogna stare attente a non scivolare sopra un canapè.

La vergine, in risposta, non disse nulla. Perchè forse quel grande pericolo non le incuteva una soverchia paura.

Allora, il primo giorno, fecero una passeggiata sentimentale.

Il secondo giorno, in vettura chiusa, ella si lasciò molestare.

Il terzo giorno, con molta cipria su la gola, si recò da lui per confessargli chʼera vergine...

La sera dellʼultimo giorno, il consumato Irresistibile riuscì a persuadersi, o beata innocenza!... che il fatto era innegabilmente vero;—e per la terza volta le rubò quel fiore che i pedanti chiamano verginità.