—Figlia ingrata!—esclamò la bionda Caterina, toccandosi un ricciolo delle sue trecce finte.

—Perchè ingrata, mamma? Tu verresti a Parigi qualche mese allʼanno, durante la primavera, per esempio, ed io ti spedirei per pacco postale tutti quei regali che mi tocca farti quando abiti qui.—Così parlando ella carezzava la bocca e gli occhi di Roré; fumava, distratta, con il capo rovesciato su la spalliera del divano.

—Senza contare,—seguitò—che tu, mamma, sei ancora una bella donna, e, se ti annoi, potresti anche riprendere marito.

—Certamente non sono vecchia e non son neanche da buttar via...—confessò la madre Malespano, sogguardando il suo bel corpo.—Ma, vedi, sposare un uomo è una faccenda seria, perchè gli uomini al giorno dʼoggi, o di riffe o di raffe, quasi tutti cercano di farsi mantenere...

Il delicato signore dʼOlonzac di nuovo cambiò guancia su le ginocchia di Bluette, e sorrise tranquillamente.

—Però, però,—concluse la bionda Caterina—quello che mi consigli non è del tutto stupido, e forse, uno di questi giorni, prenderò la mia risoluzione.

—Brava, mammina! E decíditi presto, perchè sai bene che fra un mese deve incominciare la mia tournée.

Allora, non appena il signor dʼOlonzac fu andato via, Linette, che aveva origliato scrupolosamente, prese tutto il suo coraggio a due mani, entrò nella stanza dovʼera la sua padrona e si mise a piangere dirottamente, perchè aveva il cuore così gonfio da non poterne più.