«Mieux–que–ça» era uomo politico, aspirante in pectore ad una futura presidenza della Repubblica. Lʼex–avvocato «Mieux–que–ça» era nato in un angolo di provincia, come tutti quelli che riescono a farsi prendere sul serio dalla Capitale. Parigi è terreno di conquista, ove difficilmente incontra fortuna la gente che si fa troppi scrupoli e quella che, per star ferma neʼ suoi principii, finisce con mancare dʼogni malleabilità.

Quanto a principii, lʼex–avvocato «Mieux–que–ça» non ne aveva manco lʼombra.

Quanto a scrupoli, aveva quelli che possono andare dʼaccordo con la transigenza dʼun uomo di spirito.

Le cose che fece in trentʼanni di carriera furono le seguenti:

cambiò partito cinque o sei volte;
moglie, due volte sole;
amanti, ne cambiò assai.
Come segretario, imbrogliò il suo principale,
come avvocato, imbrogliò i suoi clienti,
come speculatore, i suoi azionisti,
come uomo politico, i suoi elettori,
come uomo di governo, la Repubblica.

Ma la sua grande astuzia fece sì che i varii partiti ai quali appartenne gli mantennero il voto.

Le due mogli divorziate lo rimpiansero.
Le amanti abbandonate non gli serbarono rancore.
Il suo principale divenne suo segretario.
I clienti affluirono vieppiù numerosi.
Gli azionisti gli versaron nuovi capitali.
Le due Camere lo vollero Ministro.
La Repubblica gli promise di eleggerlo Presidente.

Era un uomo agile, abile, malleabile, che aveva semplicemente saputo compiere la sua strada.

Ordunque il signore dʼOlonzac ebbe la delusione di vedere che Mimi Bluette, nonostante i fatti gravissimi recati a sua conoscenza, manteneva unʼassoluta fiducia nellʼamministrazione del vecchio Monsieur Bollot.